Maria Carla Prevedello - Recupero identità culturali | Movimento Maric

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Artisti







Maria Carla Prevedello

Maria Carla Prevedello nasce nel 1955 a Crespano del Grappa (TV). All’età di quattordici anni è già protagonista di una propria mostra personale dal titolo: “Il diluvio universale”. A 25 anni pubblica il  primo libro “Alla ricerca del Sacro Graal”, un testo teatrale in poesia conseguendo importanti riconoscimenti letterari. Con la lettura de ”Il cavaliere azzurro” l’artista si innamora di Kandinskij ed inizia a percorrere una strada artistica che la porta verso l’informale. Negli anni Ottanta raggiunge il livello espressivo desiderato, ma l’incontro con il Prof. re B. Bedi e la Filosofia Acquariana hanno rappresentato per lei una determinante rivoluzione artistica. Da quel momento l’anima dell’autrice si apre alla pittura psichica. Determinante fu anche l’incontro con Marilisa Marchiorello con la conseguente collaborazione presso il Teatro “Sofocle”, Acquariano e Lei fondato su indicazione del filosofo B. Bedi. Furono otto anni di ricerca intensa nelle tematiche affrontate dalla filosofia acquariana rivelando ancor oggi  fonte e stimolo di creatività. Contemporaneamente frequenta lezioni di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia, sotto la guida del Prof. Soccol, e affianca negli anni ’90 scenografi e registi di fama internazionale come: Olmi e Fellini. Negli anni novanta entra difatti in “Ipotesi Cinema” dove segue gli insegnamenti del regista Ermanno Olmi nell’uso della moviola, nella stesura di sceneggiature, nella scelta degli attori e nei progetti di cortometraggi per la RAI. In questa atmosfera assiste alla realizzazione dei capolavori di Olmi come: “Lunga vita alla signora” (Leone d’Argento al Festival di Venezia 1965) e “La leggenda del santo bevitore” (Leone d’oro al Festival di Venezia 1988). La sensibilità artistica di Olmi ha influito profondamente nella pittura dell’artista. L’incontro con Federico Fellini è stato oltremodo determinante nell’orientare le forme e i colori della pittura della Prevedello nel rispetto della propria originalità. Con il gesuita Angelo Arpa, Padre spirituale di Fellini, ha tradotto le tematiche di questo grande regista in studi e conferenze.  Nel 1989 principia studi di iconografia bizantina nei monasteri della scuola dell’iconografo italiano Giovanni Mezzalira e dell’iconografo russo A. Stal’nov di San Pietroburgo, passando dalla pennellessa ai pennelli 003. Da questo momento l’oro, simbolo della totale com-passione, quindi del sacro e dell’immortalità, entra nelle opere dell’autrice per sempre.
Nel 1990 esce il libro di poesie: “Il sorriso dell’universo” Edizioni Piemme che ottiene il primo premio  con medaglia d’oro dall’Accademia d’Arte Moderna di Roma.
Nel 2000 si impegna in un master, organizzato dalla CEI, in collaborazione con l’Università di Architettura di Venezia e l’Accademia delle Belle Arti di Brera, che trattava l’argomento: “Il progetto architettonico e artistico al servizio della liturgia”. Dopo mesi di studio, il lavoro si è concluso con l’accettazione di un progetto Di Maria Carla Prevedello e concernente il restauro della Chiesa di San Giuseppe a Trento, realizzando bassorilievi raffiguranti la storia della salvezza. Durante il proprio percorso artistico l’autrice, oltre ad essersi avvicinata all’arte informale grazie alla conoscenza del libro di W. Kandinskij: “Il cavaliere azzurro” riversando così, la conoscenza acquisita nelle opere e raggiungendo massimi livelli espressivi d’arte informale alla fine degli anni ‘80, pubblica testi di ricerca artistica, architettura e poesia.  Ha esposto in gallerie e musei in Italia, Europa, Stati Uniti e in Australia. Nel 2012 ha partecipato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia. Nel  2013 si aggiudica il primo posto al: “Golden Brush Award 2013” in Sharjha-Dubai, Emirati Arabi e sempre nel 2013 è stata selezionata tra i 20 migliori artisti italiani per partecipare all’Esposizione Internazionale negli Emirati Arabi: “Italian Festival Week- Artisti in Viaggio”. Importante riconoscimento è arrivato alla Prevedello nel 2014 in quanto selezionata da un attento comitato scientifico e individuata come uno dei maggiori esponenti dell’arte contemporanea italiana. Due delle sue opere difatti sono state inserite come patrimonio indisponibile nella neonata Auxilia Foundation, affiancando altri 33 Maestri dell’Arte Contemporanea Nazionale,  con sede nel Convento di Santa Maria in Valle di Cividale del Friuli (UD), luogo dichiarato: Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il quadro con titolo “Dialoghi silenziosi”, donato dall’artista ad Auxilia Foundation, è diventato anche l’emblema della Fondazione stessa, difatti trova spazio nel frontespizio della brochure di presentazione di Auxilia Foundation. Nel maggio del 2015 alcune delle opere della Prevedello sono state battute all’asta di beneficenza di Auxilia Foundation con il sostegno della Casa d’Aste Arte e Segno di Udine. Tra il 2014 e 2015 l’artista è stata anche inserita nella rivista di settore “International Urbis et Artis” di Roma e nell’allegato alla rivista stessa: “La Vetrina dell’Arte”, in entrambe le riviste oltre che la pubblicazione di un articolo a suo favore e alla visibilità a piena pagina di alcune sue opere sono state quotate anche le stesse da un attento e ricco comitato scientifico. L’opera della Prevedello è anche presente nell’Enciclopedia dell’Arte Italiana 2014 sia nel tomo cartaceo che nel web. Nel 2016  l’artista è stata inserita anche nell’Albo degli Artisti Italiani, un riconoscimento importante che porta la sua figura ad essere riconosciuta a livello internazionale.


 
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