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Artisti






Teresa D'Amico

"VIVO DI AUTENTICHE EMOZIONI - COSI' INTERPRETO LA VITA"

- Amo viaggiare,
se ho a disposizione il mondo perchè accontentarmi solo di un pezzetto?
- Amo leggere,
da ogni pagina imparo qualcosa.
- Amo scrivere,
nessuno mi ricorderà per i miei pensieri segreti.

Poi ho una pagina di prosa pubblicata nell'antologia "Io, donna...in 200 parole" - Apollo edizioni - Un'altra, un racconto, nell'antologia "Sotto l'ombrellone... ti racconto una favola", in uscita, sempre di Apollo edizioni.


Teresa D’amico è una scrittrice nata a Cava de’ Tirreni (Sa) nel 1956. Diplomata in scienze delle attività turistiche, si è avviata fin da giovane all’attività di imprenditrice insieme al marito Antonio. Mamma di due figli, Carmine e Danila, e nonna di Filippo che amorevolmente chiama Fili. Teresa ha sempre amato leggere e negli ultimi tempi, nei grovigli e nei fermenti della mezza età, ha deciso di scrivere. A cinquant’anni si trova a fare un difficile bilancio della sua vita in un momento particolare e delicato da diversi punti di vista e per diverse ragioni: come imprenditrice, perché l’azienda di famiglia risente della crisi economica; come donna, perché la sua età la mette di fronte alla consapevolezza che la realtà è molto diversa dai sogni e come nonna,  perché il primo nipotino, tanto desiderato, nasce affetto da  una seria forma di microcefalia. Attraverso un appassionato diario, Teresa racconta il suo sforzo di riannodare i fili della sua esistenza tra i fili delle stoffe dei suoi abiti  e quelli di famiglia, ma soprattutto cerca di trovare l’equilibrio nel rapporto d’amore e dolore con il nipotino Fili (Filippo). Con una saggia umanità, raccontando se stessa, è cosciente di raccontare anche l’esperienza di migliaia di Terese sparse per le città e per il mondo che si ritrovano ad affrontare momenti di smarrimento, tensione e dolore. La sua prima opera letteraria “Fili” è strutturata in capitoli emozionanti, infatti oltre a rappresentare l’esplosione di gioia nei momenti dell’attesa e dell’arrivo del suo primo nipotino, racconta anche il dolore provato nei giorni della rivelazione del problema di salute di Filippo. Teresa entra in collisione con se stessa nell’altalena tra accettazione e rifiuto, disperazione e speranza, rassegnazione e voglia di non mollare, costruire e amare. “Fili”, la sua opera letteraria, nasce da una storia vera e da sentimenti veri, vissuti in prima persona dall’autrice con lo scopo di rendere una storia familiare, una storia di società e soprattutto di Umanità.

 
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