MARIC, MI MANCAVA QUEL QUALCOSA DI SPECIALE CHE SAI ESSERE

Ciao Maric,


lasciatemi esprimere una gioia, perché da qualche giorno ho la sensazione che tutto è pronto per ricominciare. E non è il Natale alle porte, che pur se blindato ha il suo messaggio salvifico di vita che ogni anno rinasce, ma è precisamente da quando il nostro caro presidente ci ha convocato in videoconferenza per una comunicazione importante.


Senza pudore confesso che sono rimasta come imbambolata, non ero attrezzata, io non sono una che naviga sul web, sono poco abituata ai contatti virtuali, uso la tecnologia quel poco che mi basta e confesso che mi sono sentita inadeguata. Ovviamente se sono qui a raccontarlo è perché non mi sono tirata indietro, e su tutto lo smarrimento iniziale ha prevalso la felicità essere presente, di ritrovare tutti voi, e anche di conoscere i nuovi artisti che si sono aggiunti a questa squadra già in cammino, e che come tutto il mondo ha solo dovuto rallentare il suo percorso causa pandemia, ahimè, ancora in corso. E voglio anche dirvi che sono entusiasta di imparare il telelavoro, anche se preferisco il contatto umano, devo ammettere che questa è una soluzione ottimale per un gruppo così dislocato e variegato come il nostro. E che ho il desiderio, mai sopito a dire il vero, anzi, scrivere pare che mi guarisce, il desiderio, dicevo, di rimettere in moto la fantasia. Ma sopratutto sono felice per la bellezza di ricominciare a creare qualcosa insieme. In questi mesi di silenzio forzato, (che non ho avuto la forza di interrompere poiché colpita da vicende familiari molto dolorose), mi sono chiesta spesso cosa ne sarebbe stato del Maric.


Ora so che dobbiamo ancora creare. Perché l'arte, in tutta la sua inutilità, mentre ci incanta con i suoi messaggi variopinti e vari, ci deve liberare dalle prigioni del cuore e della mente. Abbiamo perso un pezzo di strada e di cuore, tutto sembra più piccolo e più fragile, ma noi del Maric lasceremo fiorire i sogni interrotti o tenuti al guinzaglio. E non solo i nostri.


Bentornati in una scena maestosa.


Perché sono certa sarà maestosa, abbiamo già la cornice per ospitarla.



Teresa D'Amico


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